Coming out: l’esperienza di Marco

Mi chiamo Marco, vengo da Cosenza. Ho 23 anni. Sono un disperatissimo studente fuorisede: studio medicina e chirurgia a Siena…e sono gay.

Cosa ti ha spinto a fare coming out?

La pressante idea che avevo in testa di volermi liberare di qualcosa. La sessualità è una parte fondante della persona ed, essendo la sessualità una parte di me che non avevo dichiarato a nessuno, avevo la percezione di non essere completamente me stesso, come se stessi nascondendo questa cosa a qualcuno. In particolare, ai miei genitori.

Credo che voler bene a una persona significhi anche mettersi a nudo di fronte a lei e potersi mostrare nella forma più vulnerabile, quindi mostrarsi anche in quelle che sono le proprie debolezze. In questo caso, la debolezza che sentivo di avere e che volevo mostrare ai miei genitori era il mio orientamento sessuale. E dico “debolezza” non perché oggettivamente lo sia, ma perché purtroppo, almeno in italia, non essere eterosessuale rappresenta ancora una vulnerabilità a livello sociale.

Raccontaci il tuo coming out

Avevo conosciuto su yahoo answer (sì, il buon vecchio yahoo answer) un ragazzo di Napoli. Ci sentivamo spesso, provavamo qualcosa uno per l’altro e io sentivo la necessità di incontrarlo… ma avevo 14 anni e non potevo, ovviamente, muovermi autonomamente. Così, ho proposto ai miei genitori di fare con loro un viaggio a Napoli. Nel tentativo disperato di convincerli, però, ho capito cheforse questa voglia matta di fare questo viaggio celava qualcosa di più profondo: la mia necessità di dichiararmi a loro.

Così, un giorno ho detto a mia madre che le dovevo parlare. Lei mi ha portato nella casa dove abitavamo prima, per poter avere un momento e uno spazio privato. Mi ha osservato e mi ha incitato con un “dimmi tutto”. E io, in panico, sono scoppioìato in lacrime, perché non sapevo cosa dire. Non riuscivo a parlare, così lei mi ha fatto una proposta: un questionario a cui io avrei dovuto rispondere, domanda per domanda. Ha coinciato con “Hai mai fumato?”. Le ho risposto di no. “Hai datto del male a qualcuno?”. No. “Hai fatto uso di droga?”. No. “Ti piacciono i ragazzi?”. No. A quel punto lei si è fermata e mi ha detto: “Facciamo così, ora ti pongo di nuovo tutte le domande. Tu, però, devi rispondere sinceramente”. Ha ricominciato dall’inizio e, questa volta, ho risposto positivamente all’ultima domanda. Immediatamente dopo, sono scoppiato in lacrime, di nuovo. Lei mi ha abbracciato ed è scoppia a ridere. Mi ha chiesto, con tono retorico, se davvero stessi piangendo perchè consideravo questa cosa un problema e, con tutta la tenerezza di questo mondo, mi ha spiegato che la natura ci fa tutti divrsi. E che se esistono esseri umani eterosessuali ed esseri umani omosessuali, bisessuali, transessuali, è perchè devono esistere.

Il secondo coming out che ho fatto è stato con la mia migliore amica durante una sera d’estate. Stavamo parlando del più e del meno, di quanto fosse buono il panino che stavamo mangiando e, improvvisamente, le ho detto “Sai che mi piacciono i ragazzi?”. Lei è rimasta sorpresa ma le ha fatto molto piacere che mi sia confidato con lei. Il nostro rapporto è cambato in maniera positiva.

Come è cambiata la tua vita dopo il coming out?

Il coming out ha portato solo conseguenza positive. Da quel momento, mi sono sentito meno giudicato dagli altri e molto piu sicuro di me stesso: sapevo di poter essere me stesso perchè c’erano persone che mi accettavano.

In generale, penso che in una società civile non dovrebbe essere neanche necessario fare coming out. Purtroppo, però, non viviamo in una società facile e, per questo, credo che in certi casi sia un bene fare coming out. Deve essere un atto sentito e non un atto di ostentazione, ma se viene dal cuore è qualcosa che può anche aiutare, indirettamente, altre persone che vivono in un contesto sociale più difficile e che non hanno la fortuna di poter parlare apertamente di questo aspetto di sè.


La rubrica ComingOut è nata con l’intento di raccogliere in un unico luogo virtuale le esperienze di coming out delle persone LGBT+ in Italia. Ogni storia è diversa e merita di essere raccontata. Puoi contribuire alla rubrica scrivendo la tua storia all’indirizzo e-mail: allhumanslgbt@gmail.com.


 

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