[I gay sono sempre esistiti?] Antica Roma parte 3

Eccoci giunti infine all’ultimo appuntamento.

Giuro. Ho finito quello che avevo da dire. Però dai… ci siamo divertiti, no? Solo io? Molto bene. Sappiate che vi addebiterò la terapia.

Intanto beccatevi il pezzo, però.


Donne e lesbismo

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Durante la nostra prima puntata vi dicevo che sulle donne c’è poco e niente…

È vero, ma qualcosa di più sono riuscita a trovarlo. E mi sembrava giusto condividerlo con voi, per abbattere un po’ il maschilismo imperante degli ultimi pezzi.

C’è un mito classico raccontato da Ovidio, per esempio, che parla di come Ifi si innamorò di Iante e poi di Anassarete. Ovviamente due ragazze. Ma è uno dei pochissimi miti a riguardo.

Ho trovato poi uno dei graffiti dei Pompei, dedicato da una donna ad un’altra, che dice così: «vorrei poter tenerla stretta al collo, abbracciandola ed accoglier tutti i suoi baci sulle mie labbra». Molto molto romantica.

Il modo di intendere il rapporto sessuale romano era uguale, sia per gli uomini che per le donne. Quindi, se per l’uomo c’era piacere quando avveniva la penetrazione, stessa cosa avveniva per le donne. E quando le donne coinvolte nell’atto sessuale erano due e non c’erano uomini, si ricorreva a falli finti. Un po’ come anche oggi, no?

Beh, in fondo sono i nostri antenati…


Travestismo

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C’è un antico scrittore romano di nome Ulpiano, tipo l’Enzo Miccio dell’epoca, almeno stando a come ho capito io, che si è messo ad elencare come uomini e donne dovessero andare in giro vestiti. E ha aggiunto, sempre in Enzo Miccio mode on, che se un uomo avesse messo abiti femminili, tutti quanti sarebbero stati autorizzati a prenderlo per il culo. Solo le prostitute, nell’esercizio della loro professione, potevano vestirsi da uomini, gli uomini invece no.

Stacce.

Il tema del travestitismo torna anche in una causa legale, in cui un senatore viene criticato perché abituato a indossare di sera vestiti da donna.

E un accenno lo troviamo anche in una commedia di Accio, che parla di un uomo che indossava segretamente «fronzoli più adatti a una vergine».

Diciamo quindi che non è che fossero molto aperti da questo punto di vista ma, come già vi ho accennato nei due pezzi precedenti a questo, i Romani prendevano molto sul serio questa cosa della virilità e avevano un machismo piuttosto pronunciato. Comprendendo questo punto di vista, è facile capire perché accettassero le relazioni tra due uomini -sempre però alle loro condizioni- mentre invece non potessero sopportare la vista di un uomo vestito da donna. Lo consideravano degradante.


L’arrivo del Cristianesimo

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È stato l’avvento della nuova religione, che col tempo divenne quella di stato, a porre fine a tutto questo. Improvvisamente l’omosessualità divenne un reato.

E fu l’imperatore Teodosio, fortemente influenzato dal vescovo di Milano Sant’Ambrogio, a emanare leggi che condannavano gli atti omosessuali passivi e nel suo codice reprimeva anche l’effeminatezza o con la pena capitale o con la mutilazione.

Il fondo, però, lo si è cominciato a toccare con Giustiniano, che ha vissuto circa un secolo dopo Teodosio. Lui bandì qualsiasi tipo di omosessualità, anche quella attiva, perché secondo lui offendeva Dio. Addirittura arrivò a creare un reato apposta, condannando la gente a morte per “infanda libido”, dandone così anche una forte connotazione morale.


Ora sì, siamo davvero arrivati in fondo e stiamo lasciando il mondo romano. Ma questa puntata era fondamentale, se non altro per questa ultima parte. L’ho trattata molto velocemente, giusto per darvi un’idea perché comunque avremo modo di tornarci sopra, ma non potevo parlarvi degli Antichi Romani senza raccontarvi di questo passaggio. Con le mie parole non voglio assolutamente dirvi che il cristianesimo fa schifo e che chi è cristiano puzza, ovviamente. Né sto esprimendo una mia opinione in nessun modo: espongo i fatti, vi parlo della storia. E sarebbe da ipocriti dire che il cristianesimo non abbia portato grandi cambiamenti per gli omosessuali e comunque per la comunità LGBT, anche se all’epoca non era proprio conosciuta con questo nome.

Se fino ad oggi, per quanto tramite fonti scarse, vi ho raccontato di una manifestazione di omosessualità piuttosto libera e accettata dalla società, è indubbio dire che l’entrata del cristianesimo sulla scacchiera della storia abbia cambiato molte menti. E continui ad influenzarle anche oggi.

Quindi stay tuned, my friends, che il nostro viaggio è solo iniziato.

Gaia

 

Articolo precedente: [I gay sono sempre esistiti?] Antica roma parte 2

 

 

 

Fonti:
http://www.vocidicitta.it/societas/le-origini-suburra-vizi-malaffare-nellantica-roma/
https://www.deejay.it/news/da-caterina-de-medici-a-sex-and-the-city-breve-storia-della-depilazione-sexy/440643/
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/84/Mosaico_Trabajos_Hércules_(M.A.N._Madrid)_13.jpg
http://www.mondadorieducation.it/risorse/media/primaria/adozionali/finestre_italia/catacombe/sotterranea.htm

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