Coming out con i miei genitori…e con il mio capo: l’esperienza di Martina

Mi chiamo Martina, ho ventiquattro anni. Lavoro in ambito audiovisivo. Abito a Ravenna e mi definisco lesbica.

Il giorno del mio coming out più intenso risale al 23 maggio 2017.
Ero a casa con mia madre. È successo tutto in fretta, rispetto ai sette anni in cui avevo vissuto in silenzio. Lì, in pochi attimi, ho consumato tutto il mio silenzio, ho liberato tutta la mia voglia di vivere, il mio bisogno di amare e di essere amata. Ma anche le mie paure.
Non paure infondate, sia chiaro. I miei genitori hanno sempre avuto una mentalità chiusa nei confronti di questo argomento, per cui sapevo cosa mi avrebbe aspettato. Un rifiuto, un “no”. Una negazione al mio essere.

Vorrei dirvi che dopo avergli parlato hanno accettato tutto quanto, mi hanno abbracciata e mi hanno detto di volermi bene. Ma mentirei. Purtroppo non è affatto andata così.

Però è stato liberatorio, questo sì.

È successo tutto in seguito ad una litigata con mia madre. Non una delle solite mille litigate quotidiane. No. Quella è stata una delle più grosse che ricordi.
Non era un periodo felice per me. Avevo una ragazza (per loro era un’amica che conoscevano di vista) e un’altra mi aveva lasciata da poco, scomparendo nel nulla. Insomma, in amore era una situazione un po’ caotica, e quel caos era aggravato dal fatto che i miei genitori non fossero al corrente della situazione. Nel tentativo di spiegare a mia mamma, tra le grida, come mai il mio umore ultimamente fosse così a terra, come mai fossi così stressata e come mai quella mia “amica” che da un giorno all’altro era scomparsa dalla mia vita avesse lasciato un vuoto così profondo, dovevo aggiungere un tassello al quadro generale. Quel tassello era fondamentale, per completare il puzzle e farle capire davvero quale fosse il punto cruciale della mia crisi. Così le dissi, dopo qualche attimo di silenzio, che la ragazza in questione non era solo un’amica, era la mia ex ragazza.

Questo aveva tutta un’altra valenza. Per il contesto, per me e per loro. Lei ha iniziato subito dicendo che “non è naturale”, perché “la donna deve amare l’uomo”, cose così. Me l’aspettavo, in fondo. Forse il peggio, però, è arrivato con mio padre. Quando è rientrato in casa un paio di ore dopo ho riproposto a lui il racconto che avevo già esposto a mia madre. Lui ha commentato con un “lo sospettavo, ma speravo di no”. Questo mi ha fatto male, devo ammetterlo. Perché lui è sempre stato più comprensivo di mia madre nei miei confronti. Che dire, almeno è stato sincero…. Solo che quello “sperare di no” mi feriva nel profondo. Perché dovresti sperare che tua figlia NON ami una donna?  Dovresti invece sperare che voglia bene, a tutti! E se può amare una donna, perché no? Non c’è nulla di male, oltretutto.

“Lo sospettavo, ma speravo di no”. Quelle sono parole che, dette da chi vive una vita socialmente accettata, sono leggere, ma diventano macigni per chi vive nell’ombra e  ha un disperato bisogno di conforto dai familiari più stretti.

Ma non sono una persona che si lascia abbattere e sono tutt’ora convinta che il coming out vada fatto. E non per gli altri, ma per se stessi. Perché alla fine della giornata dobbiamo fare i conti con noi stessi, non con i nostri genitori o i nostri conoscenti. Quando siamo da soli nella nostra stanza, sappiamo di essere gay e che lo saremo per tutta la vita. E sappiamo che è la nostra essenza, che è la verità. E che sia accettata o meno, fa parte di noi. Non è giusto privarsene.

C’è chi preferisce vivere nel silenzio ed evitare polemiche, anch’io l’ho fatto per anni. E continuo a pensare di aver sbagliato. Perché vivendo nell’ombra non stavo rispettando me stessa. Stavo vivendo la vita che gli altri volevano che vivessi. Vi rendete conto? Si parla di quel lasso di tempo che abbiamo a disposizione sulla Terra e che nessuno ci ridarà mai, godiamocelo al meglio, nel rispetto e nell’amore per gli altri! E soprattutto, senza farci fermare dai giudizi e da critiche non costruttive. Tanto, come dice spesso il mio capo, “non possiamo piacere a tutti”.

Lui, invece, il mio capo, non si aspettava fossi lesbica. Me l’ha ripetuto anche di recente. Il mio coming out con lui è successo in una maniera bizzarra.
Lui era in trasferta, per girare delle riprese ad una sfilata di intimo e, siccome per me era un triste San Valentino da single, gli ho chiesto di mandarmi qualche foto dei soggetti in passerella. Alla sfilata c’erano solo modelle. Donne. Io lo sapevo e quindi, per me, chiedergli quelle foto era già a tutti gli effetti un coming out. Lui, però, probabilmente confuso, mi ha risposto che, purtroppo per me, non ci sarebbero stati uomini a sfilare. Ho ribattuto che, a maggior ragione, volevo quelle foto.
La caterva di foto di ragazze in slip e reggiseno che mi ha inviato a seguito della mia dichiarazione, hanno sancito un coming out perfetto, nel quale nessuno si scandalizza o fa domande strane. Nulla, tutto qua. Ha scoperto che mi piacciono le donne e ha reagito come se fosse semplicemente un dato di fatto. È stato meraviglioso. Da lì il nostro rapporto è diventato inevitabilmente più confidenziale e tutt’ora parliamo di sessualità in modo molto sereno.

Torniamo a noi e poniamo i due coming out su una bilancia. Il primo, mi ha portato lacrime per un pomeriggio intero, il secondo no. Ma non mi pento di nessuno dei due, perché hanno fatto capire ad una terza persona chi sono veramente.

Sono convinta che dal momento in cui siamo in pace con noi stessi e, soprattutto, amiamo, il resto debba rimanere marginale. Se ci verranno posti dei vincoli per il nostro orientamento sessuale, li risolveremo da un punto di vista oggettivo, senza lasciare che ciò intacchi i nostri sentimenti e la nostra persona. Non possiamo permettere che altri ci rovinino la vita per le scelte che facciamo, per l’amore che diamo. Lo meritiamo tutti ed è la cosa più bella del mondo.

Martina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...