[I gay sono sempre esistiti?] Antica Roma parte 1

Ciao “pipol”. Nonostante gli esami attentino alla già mia labile mente e provino più e più volte a fermarmi dal fare ricerca, eccomi qua.

Dai, sono anche stata puntuale. Mi sto mezzo squagliando per il caldo, ma vedrò di non liquefarmi prima di aver finito di scrivermi. Che queste parole siano il mio epitaffio… oh come sono melodrammatica e poetica al tempo stesso…

Ma veniamo a noi. So che vi avevo promesso il Giappone, so che avevo detto che avremmo lasciato il bacino del Mediterraneo per un po’, ma purtroppo non ho avuto il tempo che speravo di avere e quindi ci dobbiamo “accontentare” dei Romani. Sono però sicura che riuscirò a renderveli interessanti e quasi non rimpiangeremo la scelta.

Ah, e per farmi perdonare, ho deciso che questa puntata sarà dedicata alla società romana in generale, mentre il mese prossimo ci diamo al gossip. Un po’ come avevamo già fatto con l’Antica Grecia.

Pronti?

E allora andiamo!


I due ruoli nella coppia maschile

Roma coppia gay

Iniziamo dall’inizio, cerchiamo di capire un attimo come veniva vista l’omosessualità dai nostri cari antenati.

Prima cosa: nelle civiltà precristiane come questa non c’era una vera e propria differenziazione sessuale, quello che invece si faceva era differenziare in base al ruolo che si assumeva nella coppia. Parlando papale papale, se uno era attivo era un figo, se invece era passivo… decisamente meno. Quindi non si può parlare di vero e proprio “amore omosessuale” quando si parla della società romana, ma di “veri uomini” e di “sottomessi”, fossero essi uomini o donne. Proprio non c’è una parola latina per definire l’omosessualità. Da una parte, allora, possiamo dire che erano mooolto avanti, dall’altra… insomma, dai: non è che se siete i passivi della coppia di conseguenza fate schifo. E che cos’è!

Seguendo questo filo rosso, arriviamo dritti dritti al concetto di schiavitù nell’antica Roma. Questo perché, se l’attivo nella coppia era il figo del gruppo, di conseguenza il passivo poteva essere soltanto qualcuno che non era cittadino romano. Perché dobbiamo sempre tenere in mente che i Romani partivano dal presupposto di essere i mejo, avevano un ego enorme. Quindi, tranne rarissime eccezioni (e qui parlo o di prostituzione o pederastia romana), i passivi erano gli schiavi.

Pare che il “problema” alla base, questa chiusura mentale diciamo, derivi dal fatto che i Romani non si prendessero una vacanza nemmeno in camera da letto… e considerassero anche l’atto sessuale stesso una conquista: quindi l’unico modo che avevano, poveri cari, per raggiungere il piacere era quello di avere un ruolo attivo nell’atto in sé.

Che fatica doveva essere…


Prima e dopo la Grecia

Per capire meglio, comunque, dobbiamo però distinguere in due periodi.

Prima che i Romani andassero in Grecia e la conquistassero, infatti, l’omosessualità -chiamiamola così che facciamo prima, ma abbiamo già detto che non è proprio il termine esatto- non era proprio vista di buon occhio. Era considerata un’offesa al mos maiorum, alle antiche tradizioni e agli avi… E chi più ne ha, più ne metta.

Quando però hanno messo piede in Grecia, è come se si fosse aperto loro un mondo. Anche se il ruolo passivo era riservato agli schiavi e ai liberti, che erano di fatto ex schiavi, quindi andava bene, cominciarono a darsi alla pazza gioia anche tra uomini.


E le donne?

Donne lesbiche antica roma lgbt.jpg

Tanto per cambiare, di notizie sulle donne ne abbiamo poche. Ma tu guarda… mi sa che dovrete aspettare ancora qualche secolo per avere del sano gossip al femminile.

Quindi, purtroppo, posso raccontarvi praticamente niente. Se non che durante il periodo della repubblica, del principato e dell’inizio dell’impero vero e proprio sono state trovate tracce di relazioni sentimentali tra donne.
Un po’ di più è stato trovato relativo ai periodi successivi, come la caduta dell’impero e la tarda antichità, ma comunque nulla di rilevante per noi, purtroppo.
Anche dalla letteratura le donne erano abbastanza snobbate. L’unico che un minimo ne parla è Publio Ovidio Nasone ma, di nuovo, nulla di concreto.


Fine dell’appuntamento, per oggi. Ma non vi preoccupate, perché sto già lavorando al seguito. E lì sì che ci divertiremo… perché il gossip piace a tutti, no?

Mi farò perdonare per il mancato excursus giapponese, promesso. Vi dico solo questo: parleremo di Giulio Cesare, di quelle due patate che erano Adriano e Antinoo… ma non solo, anche dei matrimoni omosessuali e delle relazioni omoerotiche nelle forze armate.

Vi basta?

Gaia

 

Articolo precedente: [I gay sono sempre esistiti?] La Cina imperiale

 

 

Fonti:

http://www.vocidicitta.it/societas/le-origini-suburra-vizi-malaffare-nellantica-roma/
http://www.ilpitagora.it/blog/?page_id=1132
http://www.pilloledistoria.it/9956/storia-antica/quali-lavori-svolgevano-le-donne-nellantica-roma

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