Silente è gay. E allora?

A Novembre del 2018 arriverà nei cinema di più o meno tutto il mondo Animali Fantastici E Dove Trovarli: I Crimini Di Grindelwald; e le polemiche non hanno tardato granchè ad arrivare.

Le cose che stupiscono, in questo caso, sono due: una parecchio oggettiva; l’altra del tutto personale. 1) Nessuno di noi ha ancora visto il film, e 2) La polemica in questione, a mio avviso, non ha ragion d’essere; e adesso tenterò di spiegarvi il perché.

Attorno al 2008, poco dopo l’uscita di Harry Pottere E I Doni Della Morte, in un’intervista inserita all’interno del documentario A Year In A Life, JK Rowling dichiara, durante l’esposizione di un albero genealogico “futuro” dei personaggi principali della saga e dei loro discendenti, che Albus Silente è gay.

Nessuno si è stupito più di tanto: un’omosessualità per così dire latente sembra, in retrospettiva, del tutto coerente con la costruzione e la resa del personaggio che fa da preside a Hogwarts. Tuttavia, inevitabile è stato presupporre una storia d’amore tra il suddetto preside e Grindelwald, il temibile mago oscuro nonché avido cercatore dei Doni Della Morte nonché intimo amico del giovane Albus.

JK Rowling, che è il Dio dei 7 libri di Harry Potter, e che ha e avrà sempre l’ultima voce in capitolo, non ha mai confermato né confutato alcun tipo di interesse amoroso tra i due, ma l’idea di una storia d’amore, o più in generale di un interesse di sorta, tra i due giovani maghi è nel tempo diventato canon (che per chi non lo sapesse è un modo un po’ più figo di dire “ufficiale” nel mondo dei fandoms, che per chi non lo sapesse sono gli ambienti in cui si idolatra un film, una serie tv o di libri ecc.), e guai a chi osi contraddire il volere di un branco di fanatici accaniti e finalmente entusiasti che la loro sete di curiosità sia stata saziata!

Fin qui, direte, tutto sostenibile.

Il problema arriva con l’annuncio da parte di David Yates, regista tanto degli ultimi 4 film di Harry Potter quanto delle nuove avventure di Newt Scamander, che la nuova pellicola non mostrerà alcun tipo di interesse amoroso tra Silente e Grindelwald, che in questo secondo capitolo si ritroveranno faccia a faccia dopo anni di lontananza. E che Yates lo abbia fatto per mettere le mani avanti o per compassione, dando così il tempo a tutti di metabolizzare con calma lo shock, fatto sta che il suo comunicato ufficiale ha scatenato l’inferno.

David Yates e la Warner Bros sono diventati omofobi. L’amicizia tra Silente e Grindelwald, fino a ieri interessante e intrigante per quel suo alone di mistero e ambiguità (tanto dei sentimenti quanto della bontà e dell’autenticità delle azioni) ha improvvisamente perso credibilità. JK Rowling, che di questi nuovi film è sceneggiatrice e produttrice, ha toppato ancora una volta.

Ora, dopo questa noiosa pappardella proemiale, arriviamo al mio punto: saperlo gay, mi chiedo, ha cambiato il modo in cui vediamo Silente? E, soprattutto: non trattare aspetti del tutto non comprovati della sua del tutto immaginata e mai confermata storia d’amore, può davvero portare in croce un regista, una casa cinematografica e una sceneggiatrice/produttrice?

Questo è il mio problema. Questa è la mia ENORME perplessità. Combattiamo ogni giorno, chi più chi meno, chi sì chi no, ognuno coi mezzi che ha, in grande e in piccolo, affinché l’omosessualità non sia più un tabù; affinché venga finalmente trattata come la cosa normale e naturale che a mio avviso è. E allora perché sollevare un polverone solamente perché il presunto interesse amoroso-sessuale di Silente non verrà esplicitato o anche solo accennato nel prossimo film della saga? Perché tutto ciò, quando in 8 film di Harry Potter non sono mai state mostrate grandi storia d’amore; e le poche mostrate sono state, come direbbe un critico statunitense, utterly underwhelming, che in pratica è un modo carino per dire che sono state trattate coi piedi?

Minerva McGonagall è etero? È lesbica? È bisessuale? A nessuno importa, perché i suoi gusti sessuali non ci riguardano; e non perché non siamo interessati alla povera Minerva, che, bisogna dirlo, è un personaggio che spacca, bensì perché cosa le piaccia o di chi si innamori non è al centro della storia. La storia parla di Harry e del tragitto tortuoso verso il proprio destino. E dei suoi amici. E di cosa voglia dire crescere, innamorarsi, capire, scoprirsi adulti, scoprirsi diversi.

Eppure scoprire che Silente e Grindelwald non si scambieranno sguardi d’intesa e che le loro mani non si sfioreranno di sfuggita ci ha indisposti. Ci ha fatti imbestialire, in certi casi. Ci ha portati a usare frasi come “Tizio Del Tizio è omofobo!”, proprio in un periodo storico in cui bisognerebbe pesarle, queste parole! E pesarle fino al milligrammo, ed essere sicuri di aver letto bene sullo schermo della bilancia.

Se vogliamo che l’omosessualità venga trattata normalmente, dovremmo iniziare noi a trattarla normalmente. Per cominciare, potremmo trattarla come l’eterosessualità, no?

Ai fini della riuscita di Harry Potter non era necessario sapere che Silente fosse gay.

Ai fini della riuscita di Animali Fantastici non è necessario vedere che Silente è gay. Così come non è necessario sapere che rapporto avesse Newt Scamander coi propri cugini di terzo grado o quante volte Tina si cambi le mutande nel giro di una settimana. Perché queste cose NON sono il fulcro della storia. Il cuore della storia è scoprire i piani di Grindelwald e trovare il modo di fermarli. Gay o non gay.

Sopporto poco la “moda” di dover per forza inserire personaggi gay, o appartenenti a qualsiasi altra minoranza sociale, in un’opera d’arte solamente perché terrorizzati all’idea di venir tacciati per omofobi, per razzisti, misogini e chi più ne ha più ne metta. E la sopporto poco perché a mio avviso è come se dicessero alla comunità gay: “Guarda, ecco, ci sono dei gay anche in questa storia, contento? Clap clap!”.

Quando entri in un bar non tutti sono gay. E magari non ci sono persone di colore. E magari ci sono più uomini che donne. E se io voglio parlare di quel bar, devo poterlo fare non inserendo per forza un gay, un nero e un numero di donne “accettabile”. E non vuol dire che ce l’abbia coi gay, coi neri o con le donne: vuol dire semplicemente che quella storia non ne prevede. Fine.

Perché allora non aggiungiamo un personaggio disabile in ogni serie tv?
Per lo stesso motivo per cui in 12 Anni Schiavo ci sono pochi bianchi. Lo stesso per cui in Twilight gli indiani vivono in una riserva.

Perché si raccontano delle storie: e le storie sono fatte da un insieme di eventi, di vite, di tante piccole storie che si intrecciano a formare la grande storia.

Non può diventare un problema, che non si analizzi la sessualità dei personaggi. Non può essere sintomo di omofobia. Perché se gay è normale, allora gay è come etero o qualsiasi altro orientamento; e se non me ne frega un caspio di chi si porti a letto Hagrid, non può fregarmene così tanto chi si porti invece a letto Silente, solamente perché gay. Perché questo, a mio avviso, è un controsenso bello e buono.

Oblivion.

Biagio

 

 

Fonti:
https://blog.screenweek.it/2016/04/delle-versioni-giovanili-dei-personaggi-harry-potter-appariranno-animali-fantastici-509058.php

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