Coming out: l’esperienza di Paolo

Mi chiamo Paolo, sono un ragazzo di 24 anni. Sono di Pisa, studio medicina e mi ritengo omosessuale.

Cosa ti ha spinto a fare coming out?

Il bisogno di smettere di fingere. Da tutta la vita mi sentivo attratto da persone del mio stesso sesso. Ovviamente, da bambino non c’era una connotazione sessuale, ma sentivo una maggiore vicinanza verso i maschi piuttosto che verso le femmine.

Nel corso della mia vita ho avuto delle esperienze con alcune ragazze, ma lo scopo era quello di cercare di cambiarmi e, quindi, non sono andate a buon fine. Ad un certo punto mi sono sentito sfinito da questa situazione ed ho deciso di fare coming out.

 

Raccontaci il tuo coming out

È avvenuto due volte. La prima, con una mia amica; la seconda, con mia madre.

Per quanto riguarda la mia amica, era un periodo difficile per entrambi. Io stavo provando un sentimento molto forte per una persona, il cui rifiuto nei miei confronti mi ha segnato. È stato in quel momento che ho sentito il bisogno di fare coming out. Fino ad un certo punto ho avuto la forza di gestirmi le cose da solo, ma questa vicenda mi ha richiesto più energia di quella che in realtà avevo; ed avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse. Siccome era una situazione particolare per entrambi, ci siamo confidati a vicenda.

Con mia madre, invece, ho fatto coming out per telefono, durante una passeggiata. Parlando del più e del meno, alla fine ho avuto il coraggio di dirle: “mamma, mi piacciono gli uomini”. Da parte mia è stata una reazione molto forte, perché poi ho pianto. Mia madre, invece, è rimasta molto tranquilla, lei lo sapeva già.

Non è da intendersi in maniera negativa, non vuol dire che non mi abbia accettato: semplicemente l’ha presa com’è giusto che sia, qualcosa di normale che non debba avere grande cerimonie – pianti o gioie. Credo che non dovrebbe neanche esserci bisogno di fare coming out, in realtà, perché dovrebbe essere la normalità.

Come è cambiata la tua vita dopo il coming out?

Mi ha consentito di condividere parte dei sentimenti che prima vivevo da solo con altre persone, cioè con la mia amica e a mia madre, che ora sanno di me.

Ai loro occhi sono sempre Paolo, non hanno messo in pratica atteggiamenti diversi nei miei confronti, si comportano sempre normalmente e penso che sia questa la cosa importante.

È di sicuro eccezionale per noi gay, perché il mondo esterno non sempre ci accetta, ma pian piano questa cosa sta cambiando e credo che raggiungeremo il punto in cui non bisognerà più spiegare agli altri chi siamo, come ci sentiamo e cosa proviamo verso le altre persone.

 


La rubrica ComingOut è nata con l’intento di raccogliere in un unico luogo virtuale le esperienze di coming out delle persone LGBT+ in Italia. Ogni storia è diversa e merita di essere raccontata. Puoi contribuire alla rubrica scrivendo la tua storia all’indirizzo e-mail: allhumanslgbt@gmail.com.


 

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