Coming out: l’esperienza di Giovanni

Mi chiamo Giovanni, ho 24 anni, sono della provincia di Messina e sono uno studente universitario. Mi definisco omosessuale, provo attrazione per i ragazzi.

Cosa ti ha spinto a fare coming out?

La voglia di aprirmi con alcune persone che mi stavano vicino, in particolare con due mie compagne di classe. Era da tempo che volevo avvicinarmi a loro, uscirci insieme, frequentarle, ma essere gay era come avere davanti a me un muro: non riuscivo ad esprimermi al 100%, sentivo di non riuscire a dire tutto, e invece volevo farmi conoscere davvero da loro.

È stato questo desiderio di aprirmi, di voler fare amicizia e confidarmi con qualcuno a spingermi a fare coming out. Parlare della mia omosessualità e confrontarsi avrebbe reso la cosa più reale e avrei potuto capire meglio varie cose, tra cui se essere gay o meno fosse sbagliato.

Raccontaci il tuo coming out

È avvenuto a scuola, durante un laboratorio di giornalismo; ai tempi, lavoravo per il giornalino d’istituto.

Quel giorno, io e le mie amiche ci siamo messi in disparte ed ho deciso di dirglielo, dando spazio a questa esigenza che avevo da tanto.

Loro avevano già dei sospetti e, siccome non riuscivo a dirlo a voce – perché lo avrebbe reso troppo reale, semplicemente non ce la facevo – una di loro mi ha fatto delle domande; ha preso un foglio, ha scritto tre lettere dell’alfabeto e mi ha chiesto di esprimere la mia inclinazione indicandole una delle tre lettere: M per i Maschi, F per le Femmine o E per Entrambi. Io ho indicato la M.  

Nonostante lo avessero capito, erano comunque un po’ stupite. Ma hanno reagito bene: mi hanno detto che potevo stare tranquillo, che mi capivano, ma che avevo sbagliato a tenermi tutto dentro – avrei dovuto parlargliene prima.  

Mi hanno chiesto se avessi avuto delle esperienze con delle ragazze e ho detto loro di no, se fossi interessato a qualche compagno di classe e negai; in realtà c’era una leggera attrazione per uno di loro, ma non mi sentivo ancora pronto ad esternare fino in fondo ciò che mi piaceva.  

Come è cambiata la tua vita dopo il coming out?

Dopo averlo detto a queste due mie amiche, ho fatto coming out con tutta la mia classe.

La mia vita è cambiata notevolmente: finalmente potevo essere chi ero e non dovevo più vergognarmi nelle situazioni in cui mi capitava di assumere un atteggiamento “ambiguo”: se, ad esempio, gesticolavo particolarmente, o sculettavo, o cantavo una canzone di Britney Spears.

Nel quarto e nel quinto anno di liceo sono rinato: ho iniziato a curarmi di più, in primis fisicamente – prima ero molto trascurato. In generale non mi vergognavo più di me stesso; prima, invece, provavo molto imbarazzo, ad esempio anche per via della masturbazione.

Prima del coming out vivevo una vita di giochetti, non ero me stesso. Spesso mentivo su una presunta fidanzata e sul fatto che i ragazzi non mi facessero alcun effetto. Dopo il coming out, sicuramente ho trascurato un po’ gli studi in favore di qualche uscita in più, ma ne è valsa la pena: mi sono sentito finalmente accettato – da alcuni sì, da altri no – ma comunque ho iniziato ad aprirmi, a smettere di indossare una maschera e cominciare a crearmi il mio percorso: ad essere Giovanni, ad essere me stesso.


La rubrica ComingOut è nata con l’intento di raccogliere in un unico luogo virtuale le esperienze di coming out delle persone LGBT+ in Italia. Ogni storia è diversa e merita di essere raccontata. Puoi contribuire alla rubrica scrivendo la tua storia all’indirizzo e-mail: allhumanslgbt@gmail.com.


 

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