I kissed a girl…and I liked it!

Ho passato tanti anni nell’auto-convinzione che le mie più o meno ricorrenti cotte per varie ragazze fossero completamente innocue. Ho sprecato altrettante energie nel tentativo di bloccare sul nascere l’idea di concedermi, almeno una volta, la possibilità di scoprirlo, fino a che punto fossero veramente innocue.

Avrei voluto baciarla, una ragazza. Anche solo così, per provare. Ma sembrava così sbagliato e inappropriato, quell’istinto… Mi portava verso una strada che razionalmente non volevo in alcun modo percorrere. Così, mi ostinavo a considerare quei pensieri un’innocente curiosità. Se mi capitava di lasciarmi sfuggire qualche parola di troppo in qualche occasione, immediatamente ci scherzavo sopra, specificando che – ovviamente – se avessi mai baciato una ragazza sarebbe stato per gioco, per trasgressione. Minimizzavo. Parlavo di altro. Magari del mio ragazzo, così da non destare sospetti. E per l’ennesima volta sopprimevo dentro di me quella curiosità, nella speranza che non riemergesse. Ma quella ritornava. Sempre.

Alla fine è successo. Alla veneranda età di vent’anni – ebbene sì, ce ne ho messo di tempo – ho finalmente baciato una ragazza.

Nel momento in cui è successo, probabilmente non ero nemmeno io realmente consapevole di dove quel gesto mi avrebbe condotta. Ero ancora genuinamente immersa nella sincera speranza che anni e anni di fantasie saffiche si sarebbero semplicemente risolte in un casto bacio. Provare. Togliermi la voglia. E ritornare alla normalità.

A pensarci adesso, la cosa mi fa quasi ridere. Non so con che coraggio potessi davvero pensare una cosa simile. Una curiosità è una curiosità se si presenta una volta. Due volte. Forse tre. Ma dieci anni di “curiosità” diventano un po’ una certezza, ad un certo punto. No?

Ad ogni modo, non c’è nessun racconto epico, in questo primo bacio. Nessun romanticismo, nessuna fiamma improvvisa. Solo una serata in discoteca con gli amici, complice uno scherzoso feeling con una ragazza che da qualche mese conoscevo. La musica era orribile, ma l’ingresso era gratis e, diciamocelo, il prezzo degli eventi è un fattore molto importante nella scelta del locale in cui trascorrere la serata, quando sei uno studente universitario.

Abbiamo brindato con uno strano intruglio alcolico color verde fluorescente e abbiamo fatto amicizia con dei ragazzi stranieri che erano in visita in Italia tramite un’associazione studentesca in cui lavoravo.

Lei ballava insieme a me. L’atteggiamento palesemente provocante e le labbra pericolosamente vicine alle mie.

Lo faccio.
Non lo faccio.
Lo faccio.
Non lo faccio.
Mi butto?
Lei vuole.
Io voglio?

Il cuore bussava talmente forte da fare male al petto, e io mi sentivo quasi immobilizzata. Improvvisamente, avevo di nuovo quattordici anni. Balla. Non ci pensare. Balla. Non ero lucida e allo stesso tempo lo ero più che mai. In fondo è solo un gioco. Alla fine l’ho presa per mano e l’ho trascinata fuori dal locale.

Qualcuno intorno fumava, qualcuno chiacchierava, qualcuno si preparava a tornare a casa e andare a letto, sfinito dalla serata. Io e lei parlavamo, scherzavamo e, all’improvviso, ci stavamo baciando.

È stato divertente. È stato strano. È stato trasgressivo. È stato leggermente imbarazzante. È stato surreale. È stato adrenalinico. Ma più di tutto, è stato bello.

Cazzo. È stato bello.

Così, quello che doveva essere l’atto conclusivo di una deviazione apparentemente dettata dalla curiosità, è diventato il primo, incerto passo in un bellissimo territorio inesplorato. Un territorio che sembrava tanto ostile quanto familiare.

Non si trattava di lei nello specifico, comunque. Non era lei ad avermi fatta sentire in quel modo. Per quanto brutto da dire, lei era un espediente. Era quel bacio, il vero movente di quell’euforico stato d’animo.

Ma sì, è solo curiosità…

Una parte di me rimpiange quell’effimera sicurezza. Molte cose sarebbero state più facili, negli anni a venire, se in quel momento fossi stata in grado di mentire a me stessa. Ma le cose facili, spesso, non sono quelle più autentiche.

Il senso di evasione che è scaturito dall’aver finalmente concesso a me stessa di concretizzare quella martellante curiosità è stato estremamente più potente di qualsiasi paura ad esso connessa. E soprattutto, imparare ad essere onesta con me stessa è stata una lezione di vita che, nel tempo, mi ha regalato due cose fondamentali: libertà e coraggio.

Francesca

3 pensieri su “I kissed a girl…and I liked it!

  1. mylifesarollercoaster ha detto:

    “Non so con che coraggio potessi davvero pensare una cosa simile. Una curiosità è una curiosità se si presenta una volta. Due volte. Forse tre. Ma dieci anni di “curiosità” diventano un po’ una certezza, ad un certo punto. No?”

    Sante parole

    Mi piace

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