Due anni e mezzo con una ragazza bisex: la storia di Roberto

Mi sono sempre chiesto perché le persone abbiano la tendenza a giudicare e a puntare il dito contro gli altri in merito a ciò che ci rende felici e allo stesso tempo non arreca danno a nessuno, un elemento che ritengo fondamentale nell’esercitare il diritto di essere liberi. L’amore, così come l’affetto e la sessualità, sono elementi che per definizione appagano le nostre vite e naturalmente conducono ad una felicità per le persone che ne sono coinvolte: e allora perché uno non può essere libero, secondo l’opinione comune, di essere felice e rendere felici le persone che gli stanno intorno?

Una risposta al quesito in questione potrebbe essere la nostra forte cultura religiosa, che addita l’omosessualità, la bisessualità e la transessualità come qualcosa di innaturale, di perverso, dato che lo scopo dell’uomo e della donna è quello di costruire una famiglia con tanti bambini da far crescere secondo i principi e le regole della dottrina cristiana (guai mai che la sessualità sia un piacere puro e semplice, diamole un fine ultimo, altrimenti chissà dove andremo a finire!).

Per quanto riguarda la bisessualità in particolare, poi, credo ci sia una ulteriore “credenza popolare” da sfatare: l’opinione che le persone bisessuali siano maggiormente infedeli e di conseguenza meno in grado di mantenere una relazione. Io sono eterosessuale e sono stato insieme ad una ragazza bisessuale per due anni e mezzo (sì…sono entrato in contatto con il lato oscuro…aiuto!). È stata la storia più importante della mia vita fino ad ora e non ho avuto mai modo di dubitare di lei. Mi sembra così assurdo ritenere una persona non in grado di portare avanti un rapporto sano solo perché bisessuale. La società impone un modello da rispettare (e questo in tutti gli aspetti della vita, non solo per quanto riguarda la sfera affettiva e sessuale: si pensi a certi gusti che le persone sono praticamente spinte ad avere, come il calcio per quanto riguarda gli uomini o shopping e trucchi per le donne) e, se una persona non vi rientra, allora viene considerata negativamente, “diversa” o addirittura una “poco di buono”.

L’opinione generale delle persone o meglio, l’abitudine, è un elemento difficilissimo da modificare o eliminare, una volta entrato a far parte della nostra routine. Ritengo sia il punto focale in merito a tutte le discussioni odierne riguardanti l’orientamento e l’identità sessuale. Secondo me l’abitudine costituisce, contemporaneamente, sia il problema sia la soluzione principale: le persone sono portate a ritenere qualcosa giusto solo perché “si è sempre fatto così”, o perché “è naturale che sia così”, senza “perdere tempo” ad investigare i pro e i contro del tema in sé. Allo stesso tempo, però, sono proprio le persone che, grazie alle proprie idee e al proprio modo di pensare, possono cambiare in maniera effettiva la nostra società. Il punto è questo: sono gli altri che devono imporre la nostra felicità personale, ciò che ci deve piacere e come dobbiamo comportarci, costringendoci a reprimere quella che è la nostra natura? Io credo proprio di NO. Nessuno può impedirci di essere noi stessi e di esternare la nostra personalità, qualunque essa sia, soprattutto in merito ad un ambito come quello affettivo e sessuale. È un meccanismo da innescare: quando le persone si renderanno conto che la voglia di stare bene con l’altro, indipendentemente dalla sessualità, costituisce la base della felicità, allora la rivoluzione in questo senso sarà inarrestabile. La chiusura mentale, la paura del diverso, non potranno durare per sempre proprio perché è l’idea stessa di gioia e benessere che le andrà a debellare: il giudizio, ciò che si ritiene giusto (sulla base di chissà quali considerazioni), verrà sostituito dalla felicità. E cosa c’è di più giusto che essere felici e rendere felici?

Roberto, 24 anni, eterosessuale

 


La rubrica Let’s get loud è nata con l’intento di raccogliere in un unico luogo virtuale le opinioni e le esperienze di vita delle persone LGBT+ e non in Italia. Ogni storia è diversa e merita di essere raccontata. Puoi contribuire alla rubrica scrivendo la tua storia all’indirizzo e-mail: allhumanslgbt@gmail.com.


 

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