Faking it: l’apoteosi degli stereotipi

La serie tv statunitense “Faking it – Più che amiche”, ideata da Dana Min Goodman e Julia Wolov, non sarebbe terribile, se non fosse per il patinato flow immancabilmente liceale di cui è impregnata.

(No, vabbé, non riesco a mentire…fa davvero schifo)

Mi spiego meglio: gli adolescenti non sono stupidi. Sono, anzi, perfettamente in grado di comprendere trame elaborate. Mi chiedo come mai, allora, anche quando un telefilm è basato su un’idea creativa ed intelligente, venga rovinato con contenuti banali e mediamente prevedibili.

Il concetto su cui Faking it è fondato è quello di una realtà ribaltata: le vicende sono ambientate in un liceo texano che esalta, anzi che denigrare, le diversità dei suoi studenti. Figo, no? L’idea in sé regala alcuni spunti interessanti, se non fosse che troppo spesso il telefilm finisce per dipingere una realtà quasi caricaturale in cui le persone sono inspiegabilmente ed esageratamente esaltate da tutto ciò che non rientra nella normalità statistica. Ed è proprio questa estremizzazione a portare Karma ed Amy (amiche al punto di telefonarsi la mattina presto, perché non riescono ad aspettare di incontrarsi a scuola) a decidere di fingersi coinvolte in una relazione omosessuale per ottenere più popolarità.

(No, dai…ma siete seri?!)

A questo punto, gli spoiler sono inevitabili. Devo, quindi, avvisarvi che se continuerete a leggere vi rovinerete tutta la sorpresa che avreste nel guardare la serie.

(Ma non è grave, di colpi di scena nelle tre stagioni di questo telefilm ce ne saranno al massimo due, quindi proseguite pure indisturbati con la vostra lettura)

A colpi di cliché, la trama procede con Amy che si riscopre realmente innamorata della sua migliore amica Karma (Ma pensa! Non lo avrei MAI detto…) la quale, pur essendo eterosessuale, prova fastidiosamente gusto nel provocare Amy per poi spezzarle il cuore. Ripetutamente. (Ah, sì, ma poi le chiede scusa. Che gentile.)

Per essere ambientato in un liceo che si proclama avanguardista e aperto ad ogni diversità, il telefilm è piuttosto impregnato di stereotipi: tutti i ragazzi gay sanno ballare alla perfezione, i bisessuali vengono esplicitamente descritti come “persone orribili e volubili”, e le lesbiche vengono divise in sottocategorie (nello specifico: femminili; sportive; “Kristen Stewart style”; e classiche maschiaccio).

(E a questo punto del telefilm, la voglia di suicidarmi ha quasi preso il sopravvento su di me)

Anche nell’apprezzabile intento di voler affrontare temi un po’ insoliti e delicati, come l’intersessualità e il poli amore, il telefilm cade in alcuni stereotipi un po’ fastidiosi. Ad esempio, i genitori di Karma sono protagonisti di una relazione a tre con una certa Diane. Loro due sono un po’ pazzi, spacciano erba fuori dal liceo della figlia e alimentano energeticamente il camper tramite una cyclette. Non c’è niente di sbagliato nel fatto che si innamorino di Diane e vogliano avere una relazione con lei. A disturbarmi un po’, però, è il fatto che una delle rarissime volte che si parla di poli amore in televisione, lo si faccia associandolo a due protagonisti un po’ strambi. Sarebbe stato più intelligente evitare di perpetrare l’idea che una relazione poli amorosa sia adatta solamente agli hippie e ai fricchettoni.

Dai, concludo con una piccola nota positiva. Parliamo un attimino di quando Wade, uno degli studenti del liceo, si rivela bisessuale? Shane decreta subito, arbitrariamente, che Wade “ovviamente non è davvero bisex, ma gay, perché tutti i ragazzi bisex prima o poi dicono di essere gay“. (Sì, certo Shane, grazie per il tuo intervento dal valore inestimabile). A quel punto, Wade diventa il fulcro di una patetica scenetta in cui Karma e Shane, entrambi cotti di lui, si litigano la sua attenzione, fino al punto di proporgli un rapporto a tre. Dove sta l’aspetto positivo in tutto questo? Eccolo: a questa proposta Wade risponde: “Sono bisessuale, ma non significa che voglia farlo con entrambi i sessi nello stesso momento“. (GRAZIE Wade. Sempre sia lodato). Non solo, ma alla fine pianta in asso sia Shane che Karma sul più bello perché si riscopre ancora innamorato della sua ex ragazza (Awwww).

Alla fine Faking it non è tutto da buttare. Anzi, nel tentativo di essere più imparziale possibile, io avevo anche steso una lista di quelli che, secondo il mio modesto e assolutamente non professionale punto di vista, sono gli aspetti positivi del telefilm. Però, ragazzi, ve li risparmio. Sono pochi e anche trascurabili. Se proprio non riuscite a resistere alla curiosità………no, dai, sono sicura che ce la farete!

Francesca

 

 

Fonti:
Immagine: http://www.bestserial.it/Stagione/843/faking-it-piu-che-amiche-stagione-2

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