Golden Boy: a metà tra etichette e normalità

Màschio: dal punto di vista biologico, negli organismi a sessi separati, l’individuo che elabora i gameti maschili destinati a fecondare i gameti femminili in vista della riproduzione.

Fémmina: dal punto di vista biologico si definisce femmina l’individuo che produce solo gameti femminili (o macrogameti o uova o ovocellule).

E se non rientri né nell’una né nell’altra categoria?

Allora diventi una storia. Allora diventi goldenboy.

Goldenboy è Max, un sedicenne d’oro, per l’appunto; il figlio perfetto, lo studente modello, l’amico da invidiare. È educato, dolce, popolare ma mai presuntuoso, sicuro di sé ma mai sgarbato; un fratello maggiore che non stuzzica, ma che protegge e ama. Un adolescente fuori del seminato.

Ma Max è stato chiamato così per due ragioni: la prima, perché Max è un diminutivo, e in quanto tale va bene sia per un maschio e sia per una femmina; la seconda, perché sua madre lo riteneva un nome abbastanza maschile da non destare sospetti.

Un controsenso, forse; ma la vita di Max è questo: un controsenso, un continuo rincorrersi di cose che sono e cose che dovrebbero essere, di eventi che accadono ed eventi che non dovrebbero accadere.

Perché Max è “a metà”, si è trovato di fronte a un bivio il giorno della nascita e da quel momento, senza averlo chiesto, senza volerlo davvero, si è ritrovato a camminare su entrambe le strade, magari prediligendone una piuttosto che l’altra.

Max è un Intersex. E Max, cresciuto come un qualsiasi altro goldenboy, la parola Intersex non sa nemmeno poi così bene cosa voglia dire.

Perché è un maschio. Perché deve essere maschio. Perché gioca a calcio – ed è molto bravo a farlo –, perché gli piacciono le ragazze, perché vorrebbe fare sesso con loro. E questo significa essere maschi, no? Che importanza ha la forma dell’organo genitale che ti ritrovi tra le gambe?

Intersex: intersessuato, intersessuale. Oggi l’intersex comincia finalmente ad avere un riconoscimento pubblico: gli ospedali e i medici sono sempre più attrezzati a individuare quello che in passato veniva descritto come “ermafroditismo”, e che ora la comunità scientifica definisce “disordini della differenziazione sessuale”.

Max, oltre ad essere il figlio perfetto, ha avuto la (s)fortuna di nascere in una famiglia perfetta. Sua madre è un avvocato, ed una parecchio importante, mentre suo padre si appresta a candidarsi alle elezioni che si terranno a breve e che punteranno gli occhi di tutti su gli sporchi segreti della famiglia, quelli da scavare, scovare, dissotterrare. Come Max.

Karen, madre e moglie dorata, non vuole che i media scoprano Max, che indaghino su di lui, sul suo passato, su cosa è accaduto quel giorno di sedici anni fa in ospedale, quando il medico gliel’ha subito portato via per un ulteriore controllo.

Ma Max ha problemi ben più grossi: Hunter.

Hunter è quello che i ragazzi come Max chiamano “cugino”, pur non essendo davvero loro cugino. È il ragazzo grande, figlio di amici di famiglia, che passa insieme a te ogni festività, ogni vacanza al mare, ogni Natale in montagna. È il ragazzo che si prende cura di te, che conosce i tuoi segreti, le tue peculiarità, ma fa finta di niente, tratta il tutto con delicatezza, illudendoti di tenere a te più che a quel qualcosa di speciale che ti porti dentro e addosso.

Finché un giorno una sera, Hunter non decide di bere. E di smettere di essere il ragazzo che si prende cura di Max.

È violento, Hunter. Ed è curioso.

E lo chiama “mezzo maschio e mezzo femmina”. Una singola frase, sputata fuori in un momento di totale trasporto; ma una singola frase che stravolge la vita di Max. Perché Max non si è mai soffermato a considerarsi mezzo maschio e mezzo femmina. Max non si è mai posto davvero nessuna domanda.

Finché non deve ritornare a scuola dopo l’orrore vissuto con Hunter, a guardare in faccia tutti i suoi amici, tutte le persone che conosce da sempre e alle quali vorrebbe improvvisamente domandare: “Cosa pensate di me? Sono mezzo maschio e mezzo femmina anche per voi?”.

La ferita inflitta da Hunter è profonda, forse irreparabile. E ha lasciato un segno. Un segno evidente. Perché Max scopre di non essere davvero mezzo maschio e mezzo femmina, bensì di non essere nessuna delle due cose. E di essere allo stesso tempo una femmina fertile.

E che fare, adesso, di tutta la sua vita dorata? Adesso che una creatura, figlia sua e di quella gigantesca delusione che ha sempre considerato un amico, un “cugino”, si muove e vive dentro di lui?
E che fare con Sylvie, la ragazza fuori dal comune che gli ha rubato il cuore e che gli fa provare sensazioni mai provate prima?
E che succederà, quando si ritroveranno da soli nella stessa stanza e lei vorrà toccarlo, vederlo nudo? Che succederà quando i dottori gli porteranno via il suo bambino? Perché glielo porteranno via, no? Per Karen e suo marito Steve non c’è alternativa, non c’è altra ipotesi plausibile e logica.

E Max annuisce quando Archie, la dottoressa dell’ambulatorio che segue il suo caso, gli chiede cosa voglia davvero lui. Annuisce perché Max non sa niente. Non sa cosa ci si aspetti da lui, cosa gli altri vogliono che provi. Vuole solo continuare ad essere un goldenboy. E amare Sylvie come tutti gli altri sedicenni normali.

Ma Max non è normale. E lo sa.

Una cosa che non sa, tuttavia, è come rispondere alla domanda che comincia a frullargli nella testa e a riempire ogni giornata, ogni pensiero: davvero voglio esserlo, normale?

Cosa vuol dire, poi, “normale”?

Intersex è tutto ciò che Max è sempre stato, nel bene o nel male, e non esserlo più significherebbe non essere più Max. Giusto? È quello che vuole?

Non vuole deludere Karen, sua madre, già di per sé delusa da lui, che credeva speciale, diverso, diametralmente opposto a quella peste di suo fratello Daniel. E non vuole deludere papà, che tiene così tanto alla campagna elettorale. O Sylvie, che non capisce fino in fondo ma è disposta ad amarlo ugualmente.

Ma se stesso? Cosa vuole fare con e di se stesso?
È disposto a deludersi, a perdersi, per non deludere e perdere loro?

9788804638414_0_0_1419_75.jpg

Goldenboy è un libro sull’intersessualità. Ma non solo.

È un romanzo sulla vita, sull’essere speciale, sul costante e logorante desiderio di appartenenza che condiziona ogni nostro gesto, ogni nostro pensiero.

È un romanzo sull’amore, sull’identità.

Alternando capitoli che hanno la voce e il sapore di Max a capitoli che spostano il focus su un punto di vista diverso (mai quello del padre), ci trascina per il colletto della camicia nel mondo dorato di Max, infilandoci a forza nei suoi panni, facendoci sentire “mezzi maschi e mezze femmine”; per poi chiederci se sia davvero una condanna tanto insopportabile.

È un libro pratico, che pone domande ed offre risposte, che educa, che istruisce, che parla al cuore ma anche alla mente, alla coscienza.

Noi forse non siamo Intersex. Forse nemmeno ci importa un bel niente di capire cosa possa provare quello che un tempo avremmo definito semplicemente “ermafrodito”. Ma di sicuro non siamo normali. Non del tutto. Abbiamo qualcosa che vogliamo tenere nascosto, qualcosa di cui ci vergogniamo, qualcosa che nessuno deve sapere. Ma che è parte di noi. Che è semplicemente noi.

E allora? È davvero una saggia idea volersene sbarazzare a tutti i costi? Cosa rimane, di noi, se non ci siamo più noi?

Goldenboy non vuole conoscere la nostra risposta, ma vuole soltanto che ci poniamo la domanda. E che capiamo una piccola piccola cosa: che in fondo, alla fine di tutte le chiacchiere e di tutte le speculazioni, rimaniamo noi e le persone che amiamo. E non basta forse questo a renderci normali?

Biagio

 

 

Fonti:
Immagine: https://www.ibs.it/golden-boy-libro-abigail-tarttelin/e/9788804638414

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...