Certi baci esigono di essere vissuti: la storia di Valentina

Sarebbe bello poter descrivere tutto quello che c’è stato in poche righe…ma sarebbe come voler contenere un intero arcobaleno in una scatola. Non so esattamente quali termini utilizzare per meglio descrivere quello che provavo. Sto parlando di occhi pieni, di mani intrecciate, di corpi uniti, di anime che danzano…tra due donne! E quest’ultima frase è stata quella che è diventata la mia ossessione. Invece di baciarla, pensavo a guardarmi intorno per capire chi ci stesse osservando. Invece di abbracciarla, pensavo a come mi sarei giustificata con i miei amici. Invece di farci l’amore, mi preoccupavo che mia madre non venisse a sapere…

Oggi, da grande, penso in continuazione che cose così tanto belle non possono matematicamente essere sbagliate. Se l’avessi baciata un po’ più spesso e stretta più forte, prima che il baratro dell’omofobia mi inghiottisse, forse oggi l’avrei sposata…

Non importa come è finita, conta ciò che è stato. Come direbbe Biagio antonacci, “se l’amor si paga dopo, noi senza inferno non resteremo”. Bruciate dal fuoco della passione, scaldate dai reciproci sentimenti.

Non so se qualcun altro mi guarderà ancora così. Non so se qualcun altro mi amerà ancora così. So che con lei ho toccato il cielo con un dito, ho sfiorato il proibito e sono andata contro il mondo. Per lei, ho cominciato una guerra contro me stessa. Una guerra nella trincea dell’accettazione e nel fucile del coming out. Con l’elmetto calato sulla testa a difendermi da quei cosiddetti amici che non accettavano. Immersa nell’imbottitura di una divisa che avrebbe dovuto proteggere il mio cuore da quelle battute omofobe, dalla pioggia acida dei pregiudizi e dagli inviolabili diritti ancora negati.

È una guerra, quella dell’omosessualità. Una guerra continua con noi stessi e gli altri…ma cosa ci sarà di così tanto pericoloso nell’amare, poi!?

Quegli occhi, quel corpo, quel cuore…incarnavano l’amore.

Spesso le ripetevo una frase della canzone dei Negramaro: “Non sorridi un istante e ritorna l’inverno”. Oggi, se dovessi tornare indietro, direi alla vecchia me di smettere di lasciarsi trasportare da quei tanti pensieri grigi. Di prendere quella ragazza per mano e di portarla alla cena di Natale con i parenti, per farle assaggiare le specialità ferraresi e per ridere delle tante piccole cose semplici che forse non ho mai notato, e che il mondo si preoccupava di deridere.

L’amore non è mai sbagliato, indipendentemente dal genere. Certi baci esigono di essere vissuti. E chiunque pensi all’amore omosessuale come qualcosa di sporco e perverso, dovrebbe rivedere i suoi principi e le sue relazioni…

Vivetelo, quel sentimento. Altrimenti il mondo si riempirà di anelli mai regalati, di presentazioni mai fatte, di sogni interrotti, di frasi non dette e di cose lasciate in sospeso. E credetemi, le cose lasciate in sospeso sono le più letali, soprattutto quando torna l’inverno.

Valentina, 24 anni, queer.


La rubrica Let’s get loud è nata con l’intento di raccogliere in un unico luogo virtuale le opinioni e le esperienze di vita delle persone LGBT+ e non in Italia. Ogni storia è diversa e merita di essere raccontata. Puoi contribuire alla rubrica scrivendo la tua storia all’indirizzo e-mail: allhumanslgbt@gmail.com.


 

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